Lo sviluppo delle competenze digitali nella PA Locale del Veneto

Premessa
Sviluppo-Competenze-Digitali-PAL-VenetoL’evoluzione delle tecnologie digitali continua ininterrottamente da diversi decenni. La “legge di Moore”, risalente al 1965 e sistematicamente confermata nella sua formulazione, descrive il ritmo di crescita esponenziale del numero di componenti nei microprocessori (e corrispondentemente della potenza di calcolo), che raddoppia ogni anno e mezzo circa. Un fattore di cambiamento così sostenuto e regolare, peraltro affiancato da fenomeni similari persino più rapidi per quanto riguarda la connettività (legge di Gilder) e lo storage (legge di Shugart), ha avuto un impatto via via più pervasivo sulla società, sulle imprese e sui cittadini. L’effetto di tale “carburante per la crescita” risulta direttamente percepibile sul mercato del lavoro, tanto che le professioni ICT dimostrano la dinamica di crescita più vivace a livello europeo.
La corrispondente trasformazione riverberatasi sulla società è stata tale da indurre il legislatore a normare con leggi e linee guida il nuovo spazio che si è sviluppato a metà tra tecnologie digitali e regolamenti, per una migliore interazione tra Pubblica Amministrazione (PA) e cittadini. È pertanto opportuno, allo scopo di fornire un servizio al contempo coerente col nuovo contesto normativo e all’altezza delle aspettative del cittadino relativamente alla comprensione e alla manipolazione delle tecnologie digitali, che il personale della PA sia in grado di affrontare tale cambiamento con una certa serenità, maturando una compiuta comprensione del nuovo contesto normativo per le tecnologie digitali in piena consapevolezza delle complessità tecniche e di applicazione/applicabilità. Questa è un’esigenza che compete sia alla PA centrale (PAC) che alla PA locale (PAL). Stante il contesto all’interno del quale si muove il presente documento (le PA nell’ambito regionale veneto), porremo l’attenzione sulla PAL.

Leggi l’articolo completo (pdf) – a cura di Lorenzo Gubian, Valeria Vonghia, Antonino Mola, Antonio Candiello