Home Forum La valorizzazione del patrimonio culturale attraverso il digitale 1 Cultura: dati, archivi e digital storytelling.

Questo argomento contiene 0 risposte, ha 1 partecipante, ed è stato aggiornato da  agendadigitale 2 anni, 4 mesi fa.

  • Autore
    Articoli
  • #2947

    agendadigitale
    Amministratore del forum

    Sintesi delle idee e delle proposte emerse dall’incontro del 13 febbraio 2017 Quali opportunità per la valorizzazione del patrimonio culturale e delle produzioni culturali creative attraverso il digitale

    Inquadramento:

    In un contesto caratterizzato da diversi ed eterogenei sistemi distribuiti sul territorio, per discipline e tipologia di beni, l’interoperabilità (intesa come integrazione tra fonti eterogenee) è una ricchezza. Permette di rendere fruibili dati e informazioni, abilitando accessi diversi a partire da sistemi  diversi. Es. Scambio dati tra biblioteche. Protocolli per la raccolta dati, in ambiti disciplinari diversi. In questo contesto di interoperabilità, un tema importante è l’esposizione dei dati, l’accesso semantico, via web, a cui si collega il più ampio tema/opportunità dei big data. Non solo opportunità, l’interoperabilità vive sull’aggiornamento dei dati, richiede quindi gestione e manutenzione.
    Idee e proposte:

    Contenuti. Complessità nella raccolta e acquisizione (catalogazione e digitalizzazione) di contenuti di varia natura, anche antichi, nastri magnetici, VHS, supporti fotografici, etc.

    Governance. Allargare l’approccio: dalle necessità del singolo operatore, verso un coordinamento e una cooperazione tra attori.

    Competenze specialistiche. La catalogazione è attività specialistica, che richiede competenze specialistiche e una corretta definizione dei ruoli chiamati in causa nei processi di gestione dei dati.

    Open data. La disponibilità delle informazioni è alla base di un approccio che si focalizza sull’attenzione alle necessità dell’utente, anche all’utente professionista che può effettuare ricerche complesse in ambito culturale.

    Gli standard e la fruizione. L’interoperabilità è un problema, talvolta, di iper-specialismo degli operatori chiamati in gioco, che si può superare se si rovescia il paradigma: dalla gestione dei dati alla “fruizione” dei dati. La fruizione, però, richiede un livello minimo di cultura digitale e competenze di base da parte dell’utenza.

    Al tema degli standard, si collega oggi il tema dell’integrazione tra informazioni gestionali di diversi sistemi. Ad esempio, non solo la condivisione dell’archivio ISBN ma anche della disponibilità dei testi, che in molti casi è invece un’informazione registrata nel singolo sistema dell’operatore.

    Al tema della fruizione, infine, si collega la necessità di conoscere quale disponibilità di dati sia fruibile: casi specifici vengono richiamati nell’ambito delle opere di restauro, così come l’opportunità di conoscere lo stato dell’arte dei progetti di digitalizzazione in ambito culturale in corso.

     

    Interoperabilità nei meta-dati. Escludendo un approccio top-down, andrebbe promossa interoperabilità in lettura del dato e non in scrittura del dato. L’uniformità è a livello di condivisione (formato di scambio condiviso): una “metagrammatica” (livello intermedio di meta-formati e meta-protocolli di esposizione) da definire nell’ambito di un apposito tavolo tecnico.

Il forum ‘La valorizzazione del patrimonio culturale attraverso il digitale’ è chiuso a nuove discussioni e risposte.