3 Il digitale per il monitoraggio e la salvaguardia del territorio rurale

Home 2 Forum Il digitale per le imprese agricole 3 Il digitale per il monitoraggio e la salvaguardia del territorio rurale

Questo argomento contiene 0 risposte, ha 1 partecipante, ed è stato aggiornato da Foto del profilo di Redazione AdVeneto 2020 Redazione AdVeneto 2020 2 anni, 2 mesi fa.

<- Torna al Forum: Il digitale per le imprese agricole
  • Autore
    Articoli
  • #2985 Risposta
    Foto del profilo di Redazione AdVeneto 2020
    Redazione AdVeneto 2020
    Amministratore del forum

    Sintesi delle idee e delle proposte emerse dall’incontro del 20 febbraio 2017 Il digitale per le imprese agricole

    Inquadramento:

    Dato il presupposto che l’acqua è un bene pubblico e la PA deve garantire se ne faccia tesoro sono stati introdotti alcuni programmi con l’obiettivo di stimare o misurare consumi irrigui:

    • “Alice” per le concessioni di derivazione: tutti coloro che usano l’acqua a scopo potabile, idroelettrico, irriguo, uso zootecnico siano censiti in un grande sistema informatico.

    Il sistema si muove su due filoni:

    • Irrigazione collettiva (consorzi bonifica)
    • Irrigazione Individuale
    • “Sivian”: grande sistema nazionale su cui confluiscono i dati dei consorzi di bonifica.

    Non si ha titolo per usare l’acqua se non si è in Alice, tranne per chi si avvale del consorzio di bonifica che ha la titolarità per adempiere.

    • Consiglio Irriguo per determinare volumi irrigui: metodologia con cui iscrivendosi al sito si ha la possibilità di avere un consiglio contiguo per determinare il momento in cui fare un intervento irriguo e la quantità di acqua da distribuire.

    Dato il disaccoppiamento tra questi satelliti e il fascicolo aziendale perché non possono esserci gli elementi di base con aggiornamenti continui? La proposta è di accoppiare sistemi come Alice e il Fascicolo aziendale.

    Nell’ambito della grande macchina che si sta definendo per la determinazione volumi irrigui si è previsto anche di formare una figura professionale che conosce la materia dell’irrigazione (esperto irriguo).

    Idee e proposte:

    • Rendere obbligatorio a livello regionale un contatore d’acqua in ottica di barcode per ogni azienda per fornire in tempo reale la situazione di quanto sta consumando
    • creare un database regionale accessibile per alcuni degli aspetti principali monitorati a livello ambientale che tenga conto della georeferenziazione.
    • potenziare geo-database accessibili semplificandoli per dimensioni, contesto e lettura
    • trovare gli elementi che consentono di associare informazioni della rete italiana di contabilità agraria (RICA) con dati geo-referenziati a livello regionale sia nel monitoraggio che nella valutazione anche in relazione alla una sfida della nuova PAC con i pagamenti in base ai risultati.
    • trovare indicatori che possano tradurre il dato raccolto dal p.v. spaziale a fronte di informazioni territoriali versatili (anche con il supporto dell’Università). La somma dei database non è sufficiente ma serve l’omogeneizzazione del dato e una corretta integrazione dei database e dei dati già ampiamente disponibili. Dare valore ai dati con una corretta integrazione
    • rendere i sistemi interoperabili superando l’ostacolo di tipo informatico con database che possano dialogare tra loro
    • La regione dovrebbe fare da trait d’union della cartografia catastale perché la banca dati catastale e il dato catasto è univoco a cui poter assegnare dati e indici. Il dato catastale è quello che fa dialogare tutte le banche dati e consente di fare molte interpolazioni.
    • Per una AD per il territorio serve la cooperazione istituzionale senza cui il problema dei dati geografici non si risolve.
    • Incrocio dei dati fascicolo aziendale-catasto può consentire l’elaborazione di indici che la Commissione europea richiede. Incrociare il dato del fascicolo dove per ogni particella, dal 2016, l’azienda comunica se è o meno irrigabile: se incrociamo i dati con il catasto dei consorzi di bonifica (quindi dove è irrigabile con o senza consorzio bonifica) e dove la particella è irrigabile conosciamo anche la cultura in base alla tipologia di cultura, sappiamo quanta acqua serve.
    • Riuso dei dati e delle applicazioni
    • recuperare e aggiornare la ricchezza sommersa dei dati: l’università tramite convenzione e contratti di ricerca fornisce strumenti alla Regione che non sono valorizzati per quello che producono
    • Prevedere la formazione per agricoltori anche con e-elearning (semplificazione software – sburocratizzazione del programma)
    • Cooperazione istituzionale non solo tra enti (regione-catasto) ma soprattutto fra regione e università non solo basata su rapporti personali. L’Università crea informazione digitale quotidianamente (es. tane delle nutrie e catasto silvo-pastorale)
    • Analizzare il tema della qualità dell’acqua in entrata e uscita, indicatore per la qualità del lavoro dell’agricoltore.
    • Rendere open i dati per una ottica di lungo periodo di programmazione che guardi alla biodiversità e vada oltre ad esigenze di tipo finanziario

     

<- Torna al Forum: Il digitale per le imprese agricole
Rispondi a: 3 Il digitale per il monitoraggio e la salvaguardia del territorio rurale
Le tue informazioni:




facebook
twitter