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Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Paola 1 anno, 10 mesi fa.

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    Redazione AdVeneto 2020
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    Sintesi delle idee e delle proposte emerse dall’incontro del 27 febbraio 2017 Smart communities: Il digitale per la tutela e per lo sviluppo dei territori

    Inquadramento:

    I dati territoriali dal 2011 sono raccolti dalla Rgione in idt.regioneveneto (geoportale e georeferito)

    con la prima infrastruttura dati realizzata dalla Regione con informazione per lo sviluppo delle tematiche ambientali e territoriali.

    L’infrastruttura dati è una piattaforma sui cui vengono gestiti i dati del geoportale per verificare quanto messo a disposizione e contiene informazioni che possono essere scaricate gratis.

    Il problema ancora presente è quello dell’interconnessione e interoperabilità dei dati soprattutto quando devono essere aggiornati (abilitazione di chi può modificare per evitare la replica di dati che viene persa se non viene citata la fonte).

    Due elementi su cui concentrare l’attenzione:

    • Informazione/dato
    • Validazione del dato (certificato da uno standard nazionale).

    Le informazioni sono tutte fruibili?

    Sono di facile utilizzo?

    Possono essere inserite in altri portali anche comunali per essere interoperabili?

    Sarebbe opportuno che la Regione realizzasse un portale unico tematico?

    L’informazione deve essere disponibile con quale metodo?

    Devono essere fatte rielaborazioni più intuitive per una più facile lettura?

    Devono essere omogeneizzati e strutturati i dati?
    Idee e proposte:

    • Possediamo informazioni e dati ma quando cerchiamo di avere attori sul territorio molti non sono allineati e attrezzati
    • Investire in comunicazione per informare il cittadino (es. app per parcheggi smart) che non conosce i principali portali e quindi non è attivo
    • Introduzione di strumenti di web GIS perché il cittadino abbia informazioni facili e smart
    • Creare correlazione degli eventi: come far fruire i dati per fare analisi predittive e aiutare la smart communities a diventare smart
    • Serve un ente coordinatore perché le realtà di piccole dimensioni non sono dotate di sistemi: soggetti interlocutori aggregatori con il cittadino (vedi ruolo di provincie, CST e BIM per i comuni che necessitano di essere messi in rete), centri di facilitazione delle aggregazioni (gli enti intermedi devono poter persistere nello scenario per dialogare con i territori e devono garantire l’aggiornamento e integrazione dei livelli di integrazione fra i vari ambiti)
    • Servono standard di condivisione dell’informazione (anche i nuovi portali devono seguire le regole tecniche)
    • Sviluppare la cultura del dato (omogeneo) per usarlo nelle varie forme con certificazione e validazione del dato stesso (per una cittadinanza attiva il cittadino deve essere anche contributore quindi deve essere un dato validato) – ridurre il rischio di falso allarme
    • Produrre un repertorio delle app attive (spesso non sono conosciute)
    • Obbligatorietà o necessità di un software di interfaccia che gestisca dati di input da inoltrare alla cittadinanza (attiva) soffermandosi sulla qualità del dato che si fornisce (perché i cittadini non conoscono la qualità). Ideale una app ma serve un software gestionale per vagliarla es. con consorzi bonifica che sono a stretto contatto del territorio. Sinergia fra enti e piattaforme di provenienza dei dati territoriali.
    • La disponibilità del dato rileva il tema della privacy
    • Proposta di app interoperabili e che sfruttano la geolocalizzazione: se un cittadino ha una app si propone di informarlo di altre cose a livello istituzionale mediante quella app superando il gap di cultura digitale del cittadino
    • Necessità di standard per rendere compatibili ciò che è fruibile con ciò che non è fruito
    • Se la banda larga è una infrastruttura di base quando ci spostiamo in area montana il mobile e le reti telefoniche devono essere garantite per fornire un alert (per garantire una buona comunicazione).
  • #3591

    Paola

    Leggendo la proposta emersa nei tavoli, in cui Il registro alternanza scuola-lavoro, un database di imprese al quale le scuole si iscrivono e vi accedono, potrebbe diventare una piattaforma dove mostrare in tempo reale e in modo georeferenziato la disponibilità delle imprese, possiamo espandere l’idea di georeferenziare molte iniziative utili alla comunità.
    Ad esempio un sistema come http://www.esri.com/smart-communities può aiutare a utilizzare, creare e condividere mappe, scene, app, layer, analisi e dati.

    Si potrebbe pensare ad un sistema regionale simile? Paola

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