Patrimonio culturale

Agenda Digitale del Veneto 2020 - patrimonio culturale

Premesse e obiettivi

 
Nel suo Trattato sul Funzionamento la UE ha indicato la Cultura come area traversale a tutte le policies e, al tempo stesso, ha identificato nelle Imprese culturali e creative (ICC) una delle aree economiche più forti, resilienti e non delocalizzabili.

La Cultura entra nell’ecosistema digitale con alcune peculiarità che riguardano in primis i diritti culturali che fanno parte dei diritti fondamentali della persona sanciti dall’UNESCO: al diritto alla scuola, libro, museo, teatro, cinema si aggiunge il diritto all’accesso alla rete e ai suoi contenuti. Ai quali si affianca inoltre la tutela dei diritti morali e materiali dei fruitori – specie minori -, degli autori, editori e dei diritti degli svantaggiati e delle minoranze, anche linguistiche e etniche. Un altro aspetto da considerare è la quantità di informazioni e dati scambiata che è cresciuta esponenzialmente, creando nuovi standard non solo quantitativi ma anche narrativi. Nel contesto regionale veneto, ricchissimo delle circa 23.000 imprese creative, circa 138.000 occupati, 9 aree censite dalla ricerca Symbola[1], che sviluppano 3.404 milioni di euro, pari all’11,7% del totale nazionale, è evidente che la Cultura debba uscire dal silos per esprimere tutte le sue potenzialità in relazione specialmente con il Turismo, le Attività produttive, la pianificazione dei Territori, tanto urbani quanto rurali e montani, la Pubblica Amministrazione, i Trasporti, la Formazione. La larga concentrazione di flussi di turismo culturale su Venezia è un altro elemento che chiede riequilibrio attraverso policies che non possono che reindirizzare la domanda spontanea degli utenti attraverso scelte operate dai decisori.

L’agenda digitale impatta su tutta la filiera della cultura e della creatività che rende imprescindibile la definizione di policies di accompagnamento che la Regione Veneto sta in parte già attuando e che troveranno esito anche in ADVeneto2020. In particolare, in Veneto la cultura incrocia il digitale in tutti i benefici impliciti nella estensione erga omnes della banda larga, nella creazione del Portale della Cultura, nell’investimento in formazione digitale per gli operatori delle istituzioni culturali nonché negli effetti del Protocollo d’intesa sottoscritto il 26 novembre 2015 tra gli Assessori alla Cultura di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e delle Province autonome di Trento e Bolzano con l’AGIS Triveneto avente per oggetto la collaborazione nel settore culturale. Nella vita degli operatori, istituzioni e imprese, i cambiamenti riguardano:

  1. nuove tecnologie applicate alla produzione e diffusione in tutti i campi, ad esempio musica, libro, progettazione architettonica, tutta la filiera audiovisiva (dalla creazione d’immagini alla proiezione cinematografica), restauro, rilevazioni e monitoraggio su siti d’interesse storico-artistico.
  2. nuove declinazioni di professioni, come il restauratore, il fonico, il datore luci. Il programma Erasmus+, con i sottoprogrammi rivolti all’alta specializzazione e al placement, offre spunti validi.
  3. nuove modalità di comunicazione e marketing, con siti web, social media per la diffusione e servizi per la prenotazione e l’organizzazione del viaggio culturale.
  4. narrativa di prodotti di ogni tipologia, che chiedono una storia e la sua esplicitazione in sito web, videogioco, realtà aumentata, allargando la domanda di competenze culturali e creative a tutti i settori. Il premio Europa Nostra attribuito a Le Meraviglie di Venezia incoraggia a mantenere un profilo internazionale alto e rapporti costanti.
  5. “esperienza relazionale” con il bene culturale, attraverso la ricostruzione virtuale, l’uso di robot, codici QR, drammatizzazioni teatrali. Europa creativa premia con alto punteggio le proposte innovative in questo settore.
  6. valorizzazione del patrimonio aziendale come asset strategico che, attraverso l’introduzione di nuove tecnologie e del digitale, apre ad un pubblico più vasto il potenziale narrativo dell’impresa, i suoi valori, i suoi prodotti, i suoi rapporti con gli stakeholder, il mercato e il territorio. La digitalizzazione del patrimonio aziendale viene supportata dall’introduzione di nuovi strumenti tecnologici e mezzi di comunicazione che permettono di far arrivare all’utente finale la storia aziendale ancor prima che quest’ultimo l’abbia vissuta nell’ambito del percorso museale.
  7. Turismo sostenibile per i diversamente abili e fruizione dei beni e delle attività culturali a distanza per chi non può spostarsi, dagli ospedalizzati agli anziani.
  8. una dimensione attiva per i partecipanti all’esperienza culturale, che li renda attori e moltiplicatori del momento di relazione con l’opera e il luogo.
  9. efficientamento degli strumenti di lavoro e aggiornamento della formazione, attraverso ad esempio la catalogazione centrale e unificata, la bigliettazione, i FabLab.
  10. digitalizzazione dei contenuti, ad esempio musei, archivi, opere audiovisive, con protocolli di uso coerenti con le norme italiane ed europee del Mercato Unico digitale, nel bilanciamento tra il diritto di accesso alle opere e del diritto morale e materiale di autore e editore. Con Europeana ormai consolidata, è cruciale scegliere strumenti open source e interconnessi.
  11. big data, per mettere a frutto la reciproca influenza tra cultura e economia/ occupazione/ crescita sociale in una Regione ricchissima di attrattori culturali e di creatività diffusa.

La valorizzazione del patrimonio culturale va considerata nella sua accezione identificativa ma trova punti di contatto e potenziale sinergia con tutti i temi dell’Agenda Digitale divenendone oggetto e soggetto trasversale.

 

Azioni

 
Le azioni prioritarie riguardano in particolare:

  • L’incremento di tutte le forme di collaborazione in rete a partire dalla transizione digitale nel settore culturale e creativo ad una volontà di collaborazione tra artigianato artistico, beni, attività, turismo culturale.
  • Attivazione del protocollo interregionale per accrescere relazioni e progetti che portino ad una forte dimensione internazionale, specie sui programmi europei.
  • Centralità della formazione al digitale e dell’apertura alle nuove generazioni, anche con la formula dell’alternanza scuola – lavoro e con il sostegno dei FabLab.
  • Consapevolezza che le modalità della fruizione culturale sono cambiate e che la promozione deve rinnovarsi per raggiungere e motivare i fruitori, con l’esito di renderli partecipi, favorirne l’integrazione, attrarli verso nuove destinazioni.
  • Certificazione delle professionalità e dei servizi in ambito culturale e creativo, condizione per la ammissibilità a bandi pubblici, oggi dominati dalla regola fuorviante del massimo risparmio.

Formazione di alta qualificazione

La rivoluzione digitale ha interessato il mondo della cultura e della creatività non solo negli aspetti della fruizione online, ma anche in quello del linguaggio artistico e delle tecniche produttive. Parte dagli operatori la richiesta di una formazione di alta qualificazione – in particolare con inclusione del mainstreaming digitale – in ogni area del settore culturale e creativo, che li mantenga sulla front line, in grado di competere nel mondo, e che insieme permetta alla committenza pubblica e privata di salvaguardare una peculiarità riconosciuta in concorsi e gare. Emerge inoltre una domanda di maggior trasversalità tra i sub-settori culturali e creativi, consapevoli della duplice esigenza di accrescere le proprie competenze digitali specifiche e di condividere un ecosistema allargato, almeno nel campo della narrazione, del marketing, dell’offerta coordinata, che a sua volta rimanda a sinergie con turismo, valorizzazione delle specificità del territorio, accessibilità.

 

Filiera della distribuzione

L’aspettativa del fruitore di un contenuto culturale è oggi quella di poter ottenere online e gratuitamente tutte le informazioni riguardanti l’accesso al prodotto culturale e creativo e magari anche il prodotto o parte dello stesso: trailers, visite virtuali, prima pagina del libro, brani musicali, ecc. Questa modalità impone una forte riorganizzazione della filiera della distribuzione culturale, con costi e professionalità nuovi, ma soprattutto con esigenza di creare un’economia di scala, con hub informativi articolati, interconnessi, coerenti, sinergici.

 

Normativa, copyright e nuovi modelli distributivi

La dimensione economica del settore culturale e creativo – sempre accompagnata da quella di carattere sociale e inclusivo – chiede il rispetto della remunerazione dell’opera agli aventi diritto, cioè gli autori e gli editori, ovvero di quanti hanno investito ingegno, tempo, denaro, professionalità, fiducia e che si aspettano di trarne sostentamento, non passatempo. La Regione Veneto dovrebbe accompagnare i processi UE del Mercato Unico Digitale, della normativa sul Copyright, il refit della Direttiva Servizi Media Audiovisivi e quella e-commerce per sostenere gli operatori nella messa a punto di mezzi legali per la diffusione e la commercializzazione dei loro prodotti, in salvo dalla pirateria e dalla espropriazione. Al tempo stesso, si tratta di assicurare la effettiva fruibilità dei prodotti culturali e creativi per tutti coloro che lo desiderino alle migliori condizioni logistiche, a prezzi accessibili e con ragionevoli eccezioni. Questa necessaria e imponente azione di avvicinamento di domanda e offerta si riorganizza digitalmente intorno a nuovi modelli distributivi, che non sono alla portata del singolo imprenditore o istituzione, ma che chiedono un intervento regolatorio condiviso tra amministratori e operatori.

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